Turismo a Conegliano

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Teatro Accademia

Il Teatro Accademia venne edificato, su progetto dell’architetto udinese Andrea Scala, nel breve periodo in cui Conegliano si trovò sotto il dominio austriaco.

Grandi spettacoli dal vivo, con una più ampia presenza della musica e della danza, accanto alla stagione di prosa che ha assunto negli ultimi anni risultati di notevole eccellenza

http://www.teatroaccademia.it

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Gianbattista Cima (Cima da Conegliano)

Da sempre il nome di Giambattista Cima viene identificato con quello di Conegliano, sua citta’ d’origine.

Cima rispecchia nelle sue opere i valori del Rinascimento pittorico italiano che mirava a distaccarsi dal passato (il Medioevo) per evolversi grazie ad un consapevole confronto con i canoni del mondo classico.

http://it.wikipedia.org/wiki/Cima_da_Conegliano

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Via XX Settembre e il Duomo (XIV sec.)

Di forme trecentesche, con un bel portale gotico. Pala d’altare di G.B. Cima (1493, “Madonna in trono e Santi”). La sovrastante Sala dei Battuti conserva mirabili affreschi di scuola veneta e lombarda del XV e XVI secolo.

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Il Castello

Dalla torre di questo sistema fortificato, si può ammirare un panorama a 360°, che si estende nelle giornate nitide fino a Venezia verso sud, a est fino ai confini italiani sull Alpi Carniche e a nord le Dolomiti. Il museo rappresenta l’evoluzione storica di Conegliano, ogni piano della torre descrive un periodo storico.

Orari del Museo: 9-12 , 14-17.30(invernale) e 15.30-19 (estivo); chiuso il lunedì

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Porta Leone o Monticano

Porta molto importante dal punto di vista strategico in quanto vigilava l’accesso alla città dalla parte del Monticano. Sulla facciata esterna è affrescato il leone di S. Marco attribuito al Pordenone, e su quella interna uno in pietra, copia di quello scalpellato dai Francesi nel 1797, oggi nel lapidario, in Castello.

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Castello San Salvatore (Susegana)

Il primo documento che certifica la presenza di un’entità amministrativa a Collalto risale però soltanto al 1138. Si tratta di una copia settecentesca del testamento del conte Alberto, in partenza per il Santo Sepolcro, che menziona il castello e assegna importanti donazioni alla chiesa di Collalto.

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Molinetto della Croda (Refrontolo)

Originaria architettura rurale del 1600 è stato più volte rimaneggiato pur svolgendo ininterrottamente la sua funzione di mulino. Le fondamenta dell’edificio poggiano sulla nuda roccia che caratterizza anche la spettacolare cascatella che con la sua acqua fa girare la ruota del mulino, da qui il nome. E’ rimasto in funzione fino al 1953, dopodichè è stato per diversi anni disabitato ed in stato di abbandono fin quasi al limite della distruzione. Acquistato dal Comune di Refrontolo, è stato fedelmente restaurato, in particolare è stata ricostruita in maniera scrupolosa la grande ruota in legno e tutti gli ingranaggi, sempre in legno, della macina interna, ora visibili al pubblico.

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Il Castello di San Martino(Vittorio V.to)

Si tratta di una importante costruzione difensiva la cui prima edificazione viene data tra il V ed il VI secolo quando, da semplice fortificazione romana, viene trasformata in residenza del Duca reggente. In seguito alla distruzione di Oderzo dell’anno 665 ad opera dei Longobardi, il Castello divenne anche Sede Vescovile.

Sopravvenuti i Franchi di Carlo Magno, e dichiarato decaduto il ducato, ebbe inizio il periodo della Contea Franca di Ceneda,il cui reggente godeva del pieno potere temporale. Ciò durò fino al 994, anno in cui il potere religioso e quello temporale si fusero nella figura del Vescovo – Conte Sicardo. Il castello, dopo essere stato distrutto dagli Ungari, venne restaurato nel 1420 dal Vescovo Correr

Nel 1866 passò in mani private per essere quasi subito ricomprato dal Vescovo Sigismondo Brandolini che lo trasformò in una delle più belle e prestigiose residenze vescovili del Veneto.

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Abbazia di Follina

I primi documenti che parlano dell’Abbazia risalgono al 1127, nel 1170 riceve in dono dai Da Camino diversi possedimenti nella valle, in seguito per opera dei monaci vengono eseguiti lavori di bonifica sui terreni acquisiti. Dopo un periodo di benessere, il declino dell’Abbazia arriva con la cattiva gestione, e con la Serenissima 1771 il passaggio dei beni al monastero camandolese di San Michele di Burano. Nel periodo napoleonico l’edificio diventa comunale.